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Andrea Scanzi: “Ci sono più cose di sinistra in mezza pagina del Dl Dignità che in cinque anni di governi Letta/renzi/Gentiloni”

Аutore:idontknow Data:4-07-2018, 22:39
Andrea Scanzi: “Ci sono più cose di sinistra in mezza pagina del Dl Dignità che in cinque anni di governi Letta/renzi/Gentiloni”

Mentre la “sinistra” ci dice ogni giorno che Salvini è Hitler, Fedriga Mengele, Borghi Farinacci e la Borgonzoni Eva Braun, provocando nel mondo una continua asciugata di coglioni senza pari e al contempo una crescita sistematica della Lega, nel mondo reale accadono tante cose. Per esempio queste due qua.

Prima la sentenza di primo grado sulla trattativa Stato-mafia, poi la motivazione sull’attentato a Borsellino e ai suoi angeli custodi: “Uno dei più grandi depistaggi nella storia”. In breve, e semplificando: a) chi ha parlato per quasi trent’anni di Trattativa Stato/mafia, contro tutto e contro tutti, mentre buona parte dei media santificava i Mori e i Subranni, aveva drammaticamente ragione; b) Borsellino fu ammazzato perché si oppose ad essa; c) subito dopo la sua morte, con le macerie ancora fumanti, venne trafugata la sua agenda rossa (satura di scoperte scottanti) e poi orchestrato un depistaggio a suon di pentiti inventati e ritrattazioni schifose. Guarda caso, 26 anni dopo “il tappo è saltato” (cito l’empio Travaglio di stamani) proprio quando Forza Italia e Pd non sono al governo, ma ci sono due forze non certo accusabili di essere coinvolte in quei casi. Secondo voi è una coincidenza?

– Il dl Dignità. Politicamente è il primo colpo messo a segno da Di Maio, sin qui sistematicamente offuscato dalla sicumera crassa mediatica di Salvini (parentesi: il caso “49 milioni” non gli farà neanche il solletico). Il dl Dignità ha fatto incazzare in un colpo solo la destra, Pd (scusate la ripetizione), Forza Italia (scusate la ripetizione) e Confindustria. Quindi deve contenere per forza delle cose buone. Nella realtà è un po’ un decreto “vorrei ma non posso”, perché la presenza della Lega obbligherà sempre i 5 Stelle a giocare al ribasso. E avendo elettori esigenti, questo può ritorcerglisi contro. La Lega, strada facendo, cercherà di ammorbidirlo ancora di più: vedi alle voci “voucher” e “plachiamo i piccoli imprenditori del Nord”. La definizione più sensata è di Cofferati e Landini, e cito volutamente due persone che stimo: “E’ un decreto migliorabile, ma contiene buone cose e va nella direzione giusta”. Di sicuro rispetto al Jobs Act è il Nirvana, ma tutto sarebbe migliore del Jobs Act: anche Orfini vestito da Dita Von Teese (no, forse lui no). Leu e Pap dicono che “è insufficiente”, e non hanno torto, ma sarebbe forse anche il caso – ancor più dall’alto del loro 2% cadauno – di vedere ogni tanto il bicchiere mezzo pieno. Cercando di migliorarlo concretamente prima del suo varo. Notevole il commento della Meloni: “Di Maio sembra il Pci degli Ottanta”. La definizione è sintomatica della trasversalità dei 5 Stelle, che sull’immigrazione guarda a destra e sul lavoro a sinistra, sull’Europa a destra e sull’ambiente e giustizia a sinistra. E’ sempre stato così e non è né un pregio né un difetto: è un fatto.

Chi continua ad asserire che i 5 Stelle siano di destra “perché stanno al governo con Salvini”, o è la Boldrini o non ci ha capito nulla (scusate la ridondanza). Per dirla più chiaramente: ci sono più cose di sinistra in mezza pagina del Dl Dignità che in cinque anni di governi Letta/Renzi/Gentiloni.

Fonte

Тags: Politica, Scanzi, Sinistra, Dignità, Decreto, Di Maio, Lavoro, Sviluppo, Ministro, M5S

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