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Elezioni Turchia, dati parziali: “Erdogan oltre il 50%, lo sfidante Ince sfiora il 30%”

Аutore:idontknow Data:24-06-2018, 20:09
Elezioni Turchia, dati parziali: “Erdogan oltre il 50%, lo sfidante Ince sfiora il 30%”

L’affluenza alle urne è stata dell’87% nelle elezioni parlamentari e presidenziali anticipate in Turchia. Lo ha detto il portavoce del partito Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, Mahir Unal. “Le elezioni si sono svolte con maturità democratica”, ha aggiunto in una dichiarazione alla stampa. L’opposizione ha lanciato nel corso della giornata diverse accuse di brogli, invitando gli elettori a non abbandonare i seggi.

Intanto a due terzi dello scrutinio per le presidenziali, Recep Tayyip Erdogan è al 54,17% mentre il suo principale rivale, il socialdemocratico Muharrem Ince, sfiora il 30%. Un risultato, per il presidente, di molto inferiore rispetto alle prime stime che lo davano vincente con oltre il 60%: in effetti i primi voti arrivavano dalle province del Mar Nero e dell’Anatolia, i feudi governativi. A fare differenza saranno le schede provenienti dalle grandi città, la capitale Ankara in primis, e poi Istanbul e Smirne che già al referendum costituzionale avevano voltato le spalle al presidente. L’obiettivo dichiarato dei partiti di opposizione è trascinare Erdogan al secondo turno, portandolo sotto il 50%: al ballottaggio infatti il presidente uscente si ritroverebbe contro i voti di cinque diversi candidati (Meral Aksener del partito di destra nazionalista Iyi ora al 7,48%, Temel Karamollaoglu del Partito della felicità islamo-conservatore allo 0,91%, Dogu Perinçek del Partito patriottico Vatan allo 0,2% e Selahattin Demirtas del partito filocurdo Hdp al 7,13%) di estrazione diversissima ma uniti nell’opporsi all’uomo che da 16 anni incarna il potere in Turchia.

Per quanto riguarda le legislative, poi, Erdogan dovrebbe mantenere la maggioranza assoluta: la coalizione dell’Akp del presidente, insieme ai nazionalisti del Mhp, è al 55,74%, mentre al 21,6% è invece il socialdemocratico Chp, in alleanza con il nazionalista Ivy e l’islamista Saadet (in totale raggiungono quasi il 33%). E, con buona pace del presidente, il partito filocurdo Hdp, messo al bando, potrebbe addirittura entrare in Parlamento superando il 10% e mettendo così a rischio la maggioranza assoluta di Erdogan. Il candidato dell’Hdp, Selahattin Demirtas, è stato costretto addirittura a fare una campagna elettorale da una cella: accusato di attività terroristiche, è infatti in carcere dal 2016. In tutti questi anni al potere, Erdogan è diventato il più potente leader turco dalla fondazione della Repubblica, trasformando il Paese a colpi di mega-progetti per le infrastrutture e rendendo Ankara un attore diplomatico chiave. Ma i critici accusano il sultano, 64 anni, di una deriva autocratica, in particolare dopo il tentativo di golpe nel luglio 2016, seguito da purghe di massa con cui sono stati colpiti gli avversari politici e i giornalisti.

QUATTRO ITALIANI FERMATI, TRE RILASCIATI
Le autorità turche hanno fermato 10 cittadini stranieri che stavano svolgendo attività di osservazione elettorale indipendente nel sud-est del Paese. Tra loro 4 italiani, 3 francesi e 3 tedeschi. Tre degli italiani sono stati fermati a Diyarbakir e un altro a Batman, centri nel sud-est a maggioranza curda del Paese. Sottoposti a controlli di polizia, che li accusava di aver svolto attività ai seggi senza regolare accredito elettorale, i tre connazionali fermati a Diyarbakir sono stati rilasciati. È invece ancora in stato di fermo la cittadina italiana bloccata a Batman, dove era giunta come osservatrice elettorale per il partito filo-curdo Hdp. Lo confermano fonti locali, che identificano la donna come Christina Cartafesta. Le autorità italiane in Turchia seguono il caso.

Fonte

Тags: Politica, Elezioni, Turchia, Erdogan, Ince, Mhp, Chp, Hdp, Demirtas, Ankara

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