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"Invece che lamentarvi cercatevi un lavoro": Macron sempre più arrogante insulta gli operai!

Аutore:idontknow Data:9-10-2017, 20:03
"Invece che lamentarvi cercatevi un lavoro": Macron sempre più arrogante insulta gli operai!

Mercoledì in visita in Correze, ha consigliato ai lavoratori rimasti fuori dal piano di ristrutturazione, “cercarsi un posto di lavoro, invece di continuare a fare casino”

Emmanuel Macron ci è ricascato. Mercoledì, in visita in Correze, ha consigliato ai lavoratori rimasti fuori dal “piano di ristrutturazione”della GM & S (azienda produttrice di componenti per autovetture, appena rilevata dopo un periodo di liquidazione giudiziaria), di “cercarsi un posto di lavoro, invece di continuare a fare casino”. Il riferimento era a quei 150 operai che, perso il lavoro dall’oggi al domani, stanno cercando di far sentire la loro voce, anche contestando il presidente.

Non è la prima volta, come detto, che il giovane inquilino dell’Eliseo si lascia andare a considerazioni fuori luogo e volutamente espresse in un registro linguistico basso, per delegittimare chiunque provi a criticarlo. Era successo quando aveva affermato che “per comprarsi un bel vestito basta lavorare” (l’esercito di “lavoratori poveri”, di conseguenza, si veste ai grandi magazzini perché vittima delle sirene della moda giovane), ma anche quando aveva ribadito che avrebbe portato avanti la sua riforma del lavoro nonostante le critiche dei “fannulloni”.

In questa occasione, però, a differenza delle precedenti, Macron ha attaccato direttamente dei lavoratori, ai quali corrispondono nomi e volti, che pretendono di essere ascoltati dopo essere finiti nel baratro della disoccupazione. Non siamo più davanti al tentativo di discreditare genericamente la galassia degli oppositori, ma ci troviamo faccia a faccia con la rappresentazione plastica della dinamica che ha portato alla scomparsa della politica, sostituita ora dalla comunicazione ora dalla burocrazia legalitaria.

Conscio di essere incapace di dare risposte, il campione del nuovismo utilizza un linguaggio appositamente greve, per solleticare i piccoli rancori di quanti, sconfitti dalle politiche neo-liberiste di cui Macron è l’alfiere, vivono quella sindrome per la quale le ragioni della propria miseria sono da ricercarsi nei privilegi accordati immeritatamente ad altri sconfitti come loro. L’obiettivo, neanche troppo nascosto, è l’erosione dei diritti attraverso una semplificazione da bar su larga scala, che metta tutti contro tutti e che, grazie all’epidemia incontrollabile di un analfabetismo funzionale indotto, lasci alle fasce più deboli della popolazione solo il piacere della visione delle disgrazie altrui.

E’ interessante, allora, cercare di analizzare quanto la proposta di Macron, agli esclusi dal nuovo corso di GM & S, sia praticabile. Lo stabilimento industriale nel quale il presidente francese vorrebbe che i 150 neo-disoccupati andassero a “cercarsi un lavoro”, dista almeno 140 km dalla loro, ormai, ex-fabbrica. Il tragitto giornaliero da compiere sarebbe allora di 280 km, per un totale di 4 ore di percorso. Pur ammettendo che ogni operaio abbia a disposizione un’autovettura diesel in ottimo stato e capace di garantire bassi consumi, la spesa mensile in carburante si attesterebbe intorno ai 600 euro. Una drammatica decurtazione, de facto, dello stipendio.

L’alternativa sarebbe, sempre che lo stabilimento industriale suggerito dal l’ex-ministro dell’economia decidesse di assumere gli ex-GM & S, il trasferimento nelle vicinanze del nuovo posto di lavoro. Ipotesi, quest’ultima, che risulta praticabile soltanto per giovani senza legami familiari o, al limite, per famiglie monoreddito. Il tutto dando per certo (e non esiste alcuna trattativa a riguardo) l’assorbimento totale degli esuberi da parte della seconda azienda. Che questa prospettiva sia o meno accettabile è problema complesso e riguarda i lavoratori stessi, ma Macron, che la presente questione non se l’è posta, perché interessato a screditare i lavoratori e non a creare le condizioni perché si trovi una soluzione, ha deciso di renderlo semplice e immediato, da bar appunto. Ha deciso di far apparire gli operai come fannulloni privilegiati per ottenere la reazione indignata di altri, che a loro volta saranno dipinti come fannulloni privilegiati secondo i bisogni della comunicazione del presidente.

Succede così che, mentre vengono trattate da scansafatiche, persone che percepiscono un reddito da lavoro poco superiore al salario minimo, tra i banchi della maggioranza si discuta sull’opportunità di tassare i poveri proprietari di beni di lusso come yacht e autovetture di grossa cilindrata che, nonostante sia appena stata abolita l’imposta sulle grandi fortune, potrebbero decidere di emigrare dove la rendita è trattata con più rispetto.

L’impressione è che Macron abbia soltanto passato un po’ di vernice luccicante e di bassa qualità su quella teoria dello spill-over di thatcheriana memoria (secondo la quale più i ricchi hanno soldi, più questi si riverseranno a cascata sulle fasce più povere), che, ormai, anche il più ortodosso dei Chicago Boys definirebbe fallimentare sotto ogni punto di vista. Tutto il resto è comunicazione.

Fonte

Тags: Politica, Francia, Estera, Macron, Presidente, Operai, Insulti, Lavoro, Sinistra, Europa

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